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I volontari raccontano la propria esperienza al Punto Ronda
Chi sono i volontari e le volontarie del Punto Ronda?
Al centro diurno di Ronda, un gruppo di persone molto eterogeneo, per età, esperienze e percorsi di vita dedica il proprio tempo agli emarginati.
Sono uomini e donne, dai 20 a oltre 70 anni, che si alternano ogni giorno nelle diverse attività, mettendo in campo competenze, tempo e disponibilità.
Che cosa fanno i volontari del Punto Ronda?
Il loro contributo si declina in diverse attività della vita quotidiana: la preparazione dei sacchetti da distribuire nel corso delle uscite dell’Unità mobile, la preparazione del pranzo, l’accompagnamento e il sostegno allo studio degli ospiti, fino alla gestione di attività specifiche, come la catalogazione e sistemazione dei libri, o l'organizzazione e riordino del magazzino.
Attività diverse, ma accomunate da un elemento: la presenza.

Abbiamo raccolto alcune testimonianze, su cosa significa dedicare parte del proprio tempo in Ronda.
Per alcuni, significa innanzitutto scegliere di utilizzare il proprio tempo in modo significativo, mettendolo a disposizione di altre persone.
Per altri, l’esperienza diventa un’occasione per interrogarsi sulla propria vita, sulle priorità e sul valore delle cose spesso date per scontate.
"È un’esperienza che mi ha cambiata profondamente, facendomi scoprire un mondo ricco di umanità e dignità. Nonostante i momenti stancanti, basta un sorriso o un momento di condivisione per darmi la forza di andare avanti", racconta Solange.
Claudio descrive il proprio impegno attraverso un’immagine semplice: qualcosa che si può offrire agli altri, anche quando sembra poco.
"Tengo spesso in tasca un sorriso
e lo regalo se incontro un viso.
Consumo le gomme del furgone,
ci porto libri, cibo e persone".
Claudio racconta in rima anche il Centro Diurno come luogo capace di ricreare, attraverso le relazioni, una dimensione di familiarità.
"Chi dice che Ronda sia una famiglia,
se non azzecca quasi ci piglia.
Trovo chi cerca e chi offre aiuto,
ecco è questo il mio contributo"
"La prima volta che sono approdata alla Ronda mi ha colpito il clima accogliente e di intesa tra operatori e volontari e tra gli stessi volontari. Mi sono sentita a casa", racconta Laura.

Entrare in relazione con persone che stanno vivendo o hanno vissuto in una condizione di grave emarginazione non è qualcosa di immediato, per qualcuno: "Non osavo rivolgere la parola a nessuno di loro. Timore di essere indiscreta, di ferire sensibilità, di non avere argomenti", racconta ancora Laura.
Poi, poco alla volta, la distanza si riduce. Si inizia a conoscersi, a parlare, a raccontarsi, aprendosi, come descrive Roberto:
"Persone che sono inciampate e hanno fatto fatica a rialzarsi, ma ora parlano con i volontari e si raccontano. Persone che si sono viste scivolare dalle mani le opportunità e ora le cercano insieme agli educatori. Persone che non attiravano lo sguardo di chi passava, ma qui trovano il luogo della loro dignità, anche solo facendo la doccia e indossando una camicia nuova".
Nelle parole dei volontari ritorna così una consapevolezza: stare accanto a qualcuno non significa necessariamente avere una soluzione da offrire:
"La sfida è sempre quella: dare un po’ di speranza e di sollievo ai loro cuori. Mi piace provarci anche se è difficile", racconta Maria Luisa.
E, proprio nell’incontro con l’altro, il confine tra chi dà e chi riceve può diventare meno netto.
"Fra le molte belle esperienze che ho vissuto in questo anno di Ronda, quella che mi ha maggiormente coinvolta è stata il poter affiancare Matteo nella preparazione per l’esame di terza media. Lui mi ringraziava ogni volta, ma in realtà ero io che ringraziavo lui per le emozioni che mi comunicava e che mi faceva vivere", ricorda Laura.
Punto Ronda è uno spazio in cui si preparano pasti e panini, si organizzano materiali, si studia, si fanno attività e si offrono servizi. Ma è anche un luogo in cui si incontrano persone, si costruiscono relazioni, si recuperano occasioni di fiducia e si sperimenta, insieme, la possibilità di sentirsi nuovamente parte di qualcosa.
Punto Ronda è un servizio che vive grazie al lavoro degli operatori, ma anche (e soprattutto) al tempo, alla disponibilità e dedizione dei volontari e delle volontarie, persone che ogni giorno attraversano questo spazio portando con sé storie, bisogni, fragilità, competenze e desideri.
Scopri tutto quello che facciamo a Ronda, oltre al Punto Ronda, nella sezione Le nostre attività.
E se vuoi diventare volontario, visita questa pagina, per capire come fare.
