X

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. X

NEWSLETTER

PRIVACY

C.F. 97222880151

SCOPRI

Immagine Povertà relazionale e solitudine, la grande sfida è esserci

05LUG26

NEWS & EVENTI

Povertà relazionale e solitudine, la grande sfida è esserci

Quando si parla di povertà, si tende ad associare questa condizione alla mancanza di qualcosa, nello specifico di beni essenziali, perlopiù tangibili. 

Si è poveri quando non si hanno risorse materiali.

 

Oggi, complici i complessi mutamenti della società, il concetto di povertà si sta evolvendo, assumendo nuove e diverse connotazioni: sanitaria, educativa, digitale, energetica, relazionale; quest’ultima, intesa come scarsità o vera e propria assenza di legami, è forse una delle fattispecie di povertà meno visibili e meno studiate. Eppure, è sempre più presente.

 

La povertà relazionale è inoltre strettamente correlata alla solitudine: essere poveri di relazione implica spesso, infatti, essere e stare soli, e questo può accadere anche in una città caotica e frenetica come Milano, abitata quotidianamente da migliaia di persone.

Vede coinvolte trasversalmente tutte le età e diverse condizioni sociali: giovani, adulti, anziani, persone senza dimora.

 

Come evidenzia Franca Maino nell’articolo "Più soli, più poveri", di cui vi consigliamo la lettura qui, povertà relazionale e solitudine assumono la connotazione di sfida: a lungo considerate condizioni proprie del singolo individuo, ora diventano “qualcosa che riguarda la società”.

 

Quale assenza strutturale di legami significativi, povertà relazionale e solitudine agiscono come moltiplicatore di vulnerabilità, intrecciandosi con altre fattispecie di povertà e fattori di esclusione sociale, determinando effetti significativi in termini di benessere, salute e coesione delle comunità.

 

Come agire per affrontare questa sfida cruciale rappresentata da povertà relazionale e solitudine?
Considerata la complessità e le specificità che connotano tali condizioni ormai così sempre più intrecciate, le misure più efficaci promuovono prossimità, capitale sociale e risorse delle comunità.

 

Di fronte all’emergere di queste nuove forme di fragilità, si rafforza l’impegno di Ronda: stare accanto, costruire relazioni, esserci. 
Perché la relazione è il primo antidoto a povertà relazionale e solitudine.